TERRITORIO

 

Il “PARCO NATURALE REGIONALE STORICO ed ARCHEOLOGICO della MURGIA MATERANA e delle CHIESE RUPESTRIprotegge un altipiano roccioso posto a confine tra la provincia materana, barese e tarantina che si estende per 8000 ettari ed è protetta . Apparentemente inospitale, brulla ed arida “La Murgia Materana” conserva quella magia che è propria dei luoghi che testimoniano lo sviluppo dell’uomo nelle fasi più antiche e misteriose della sua esistenza.

Protetto dai suoi silenzi, l’uomo primitivo ha vissuto nelle cavità murgiane sin dalla preistoria, traendovi tutto ciò di cui ha avuto bisogno e lasciandoci preziose testimonianze delle sue abitudini, delle sue credenze, del suo rapporto con l’ambiente. Oltre al suo territorio, alla flora e la fauna, ed ai suoi incredibili paesaggi, ciò che rende singolare la Murgia Materana è la sua archeologia, storia, la sua dimensione religiosa ed antropologica. I numerosi villaggi neolitici, le numerosissime chiese rupestri, i tanti casali rupestri presenti, le numerose masserie ci riportano in una dimensione lontana e autentica.

Nel Parco zone steppose si alternano e si integrano con aree arbustive caratterizzate dagli arbusti della macchia mediterranea: lentisco, terebinto, ginepro, rosmarino, olivastro, biancospino. Nelle zone vallive al fitto sottobosco arbustivo si uniscono lecci, fragni e roverelle. Lungo questi solchi erosivi, pareti rocciose più o meno alte, sentieri, casali e chiese rupestri si articolano tra la vegetazione fitta. Delicati all’inizio della primavera, aspri man mano che si avvicina l’ estate si possono sentire i profumi delle numerose erbe officinali che caratterizzano il sottobosco, e che l’uomo ha sapientemente utilizzato nel corso dei secoli per curarsi o per dar sapore ai gustosi piatti tipici della zona. Molto diffusi sono il rosmarino, il timo, l’ origano, la menta selvatica, la salvia e la malva.

Molto ricca e’ la fauna. Tra i rapaci annoveriamo il gheppio, la poiana, il nibbio reale, il lanario, il capovaccaio, il biancone, il falco grillaio. Tra I mammiferi segnaliamo la presenza del tasso, dell’istrice e della volpe, della faina, del cinghiale, del lupo.



Il PARCO NATURALE REGIONALE DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE 

è situato nel cuore della Basilicata. Numerosi sono gli aspetti che lo contraddistinguono e lo rendono particolarmente affascinante. Nella Foresta di Montepiano e nel Bosco di Gallipoli Cognato prevale l’interesse naturalistico per la presenza di boschi cerro, farnetto e roverella, di ineteressanti specie vegetali ed animali. Da un punto di visto geologico molto interessanti sono le Gole del fiume Basento e Salandrella, i Massi erratici diffusi nel Bosco di Gallipoli Cognato, le Dolomiti Lucane.

Il Parco è interessante anche da un punto di vista storico. Basti pensare alla Fortificazione Lucana del VI-IV sec. a.C. presente nella riserva integrale di Monte Croccia. Altre testimonianze storiche, in esso presenti, quali i ruderi dei castelli normanno-svevi di Castelmezzano e Pietrapertosa, il quartiere arabo di Pietrapertosa, contribuiscono a rendere particolarmente affascinante il territorio.

Il Parco di Gallipooli Cognato Piccole Dolomiti Lucane si estende su un area si 27.070 ettari tra la provincia di Matera e quella di Potenza ed è caratterizzato da una notevole variabilità altimetrica. Si va infatti dai 200 m del fiume Basento ai 1390 della cresta Tavernaro.

Tra i rilievi più importanti ricordiamo il Monte Impiso (1319 m), il Monte Croccia (1149 m), le Dolomiti Lucane, il Monte Murge (1004 m), il Monte Caperrino (1455 m) e la Serra della Rossa che è la cima più alta della catena montuosa della Cresta la Rossa.

I comuni compresi nel parco sono Accettura, Calciano ed Oliveto Lucano in provincIa di Matera, Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza. La bassissima densità demografica che caratterizza l’area e la conseguente attività antropica non invasiva, consente a numerosissimi habitat di conservarsi integri e rende così possibile la vita di tantissime specie faunistiche ed avifaunistiche altrove purtroppo estinte.

Tra i mammiferi ricordiamo il lupo, la volpe, il tasso, l’istrice, la lepre italica, il riccio, il cinghiale, la donnola e la faina. Nei corsi d’acqua invece vive la lontra.

Tra i rettili biacchi, tritoni e cervoni sono i più facili da incontrare. Il parco merita particolare per l’avifauna. Numerosi e facilmente avvistabili sono il picchio verde, il picchio muratore, la ghiandaia, l’upupa ed il rigogolo. Sulle pareti rocciose delle Dolomiti Lucane, lontana da sguardi indiscreti ed al sicuro da predatori famelici, vive la cicogna nera.

Tra i rapaci diurni si osservano nibbi reali, falchi pellegrini, poiane e gheppi. Tra quelli notturni annoveriamo la civetta, il gufo e l’allocco.

Nella Foresta di Gallipoli Cognato prevale la cerreta caratterizzata, a seconda dell’altitudine, dalla presenza di altre numerosissime specie arboree ed arbustive. A quote più basse sotto i 500 m alla roverella si unisce un sottobosco di macchia mediterranea e terofite. Continuando a salire di quota il bosco diventa più fitto ed al lentisco va sostituendosi un sottobosco di felci, edere, rosa canina e bianco spino. Nel soprassuolo si ha una prevalenza di cerri associati a farnetti, aceri e meli. Sui 1000 m carpini bianchi, aceri, carpinelle si associano al cerro che sulla sommità del Monte Croccia si impone con esemplari ad alto fusto con un diametro alla base di mezzo metri e un altezza di 25-30 metri.

Il Bosco di Montepiano si estende per 864 ettari ed è caratterizzato oltre che dalla presenza del cerro, del carpino bianco e dell’acero, da agrifoglio, tiglio e olmo.

Boschi di castagni caratterizzano invece gli ambienti dolomitici, mentre lungo le zone più rocciose la vegetazione arborea scompare per far posto a singolari specie quali la valeriana rossa.


 

MONTE VULTURE LAGHI DI MONTICCHIO.

I Laghi di Monticchio sono due specchi di acqua che occupano il cratere di un’antico vulcano spento.Fanno parte di una riserva naturalistica molto interessante e sono circondati da un ambiente naturale particolarmente suggestivo. Svettano in prossimità delle acque dei due laghi imponenti faggi, lecci, cerri, ontani, pioppi e conifere.

I laghi si collocano alle pendici del Monte Vulture. La natura ricca ed incontAminata di questi luoghi consente a munerosissime specie faunistiche, avifaunistiche e vegetali di vivere e sopravvivere indisturbate. Lupi, tassi, cinghiali, istrici, volpi, ricci, ghiri, donnole, faine, gatti, selvatici, puzzole, scoiattoli neri, moscardini e lontre popolano l’area. Nei due specchi di acqua nuotano persici reali, trote ed alborelle. L’intera area è resa unica dalla presenza di due specie endemiche particolarmente interessanti quali la”Bramea Europea” (farfalla notturna) e l’Alborella Volturina.

La Bramea Europea rappresenta un esempio di farfalla (Bramea) unica in Europa. Si tratta di un esemplare la cui specie risale ad un periodo compreso tra i 24 e i 5 milioni di anni fa. Nonostante i cambiamenti climatici avvenuti da allora, grazie ad un adattamento continuo, questa farfalla notturna è riuscita a sopravvivere arrivando ai giorni nostri. Ciò lascia azzardare che potrebbe trattarsi del più antico Brahmaeidae attualmente esistente. Oltre la natura, di particolare interesse è la storia di questi luoghi. Una storia che non può prescindere dalla natura del territorio, rende particolarmente suggestiva, affascinante ed evocativa tutta l’area. Luogo di spiritualità per la comunità benedettina insediatasi nell’abbazia di S.Michele Arcangelo, riserva di caccia di Federico II di Svevia; covo e luogo di imboscate per le bande del brigante Carmine Crocco i Laghi di Monticchio ed il Monte Vulture vi aspettano per una vacanza all’insegna della natura, del relax, del trekking e dell’escursionismo.

Bello da visitare è anche il Museo Naturalistico del Vulture allestito negli antichi ambienti dell’Abbazia di S. Michele Arcangelo. Al suo interno è possibile vivere in modo interattivo ed approfondito tematiche legate alla geologia ed alla natura dei Laghi.


IL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

con i suoi 200 mila ettari di estensione,  è il parco nazionale più esteso d’Italia. Il suo territorio estremamente vario ed eterogeneo conserva una ricchezza naturalistica, paesaggistica e storica incredibilmente interessante. Cinque sono le vette sopra i 2000 metri, ricadenti al suo interno: Serra del Prete (2181 m), Monte Pollino (2248 m), Serra Dolcedorme ( 2267), Serra delle Ciavole (2127 m), Serra di Crispo (2053).

Gli ambienti montani del parco, sopra i 1900 metri custodiscono sentinelle plurisecolari, vigilano sul parco e sul tempo: i pini loricati.